fondi pensione chiusi

Fondi pensione chiusi

Fondi pensione chiusiConcentriamoci, in particolare, sulle caratteristiche e i vantaggi offerti da fondi pensione chiusi. Vediamo a chi sono dedicati, come vi si aderisce, le informazioni fiscali indispensabili.

 

Fondi per “categorie” specifiche
I fondi pensione chiusi sono definiti anche fondi negoziali in quanto rappresentano dei fondi pensione creati attraverso un processo di negoziazione tra i rappresentanti di alcuni settori, o gruppi di imprese, e i sindacati dei lavoratori di riferimento.
L’essere chiuso è dovuto al fatto che sono accessibili solo a coloro che appartengono al settore specifico, per il quale sono stati creati (alcuni esempi si hanno con il fondo Fonchim che riguarda i chimici, o il fondo Cometa che si rivolge ai metalmeccanici), alla categoria professionale (come il Fondodentisti), o possono essere stati stipulati anche a livello regionale.

 

Obiettivo pensione
Al centro di tali accordi vi è l’obiettivo di creare una pensione complementare, che si vada ad aggiungere a quella statale (e tra le due non vi alcuna forma di esclusione o limitazione).
Le caratteristiche del fondo, i criteri e gli importi delle quote che dovranno essere versate, e i soggetti che saranno tenuti a tali versamenti, a sua volta vengono definiti dagli stessi accordi.

Le Caratteristiche
In linea di principio l’adesione ai fondi chiusi ha carattere volontario, ma in caso di adesione le quote minime che dovranno essere versate sono stabilite dalle caratteristiche del fondo, così come le quote che rimangono a carico dei datori di lavoro.
Altri aspetti definiti dal regolamento del fondo riguardano le modalità di adesione, e il profilo di rischio associato al fondo stesso, che a sua volta è determinato dal tipo di investimenti che il gestore può effettuare. Anche se nella maggior parte dei casi i fondi chiusi sono strutturati in ‘comparti’ che possono prevedere dei diversi profili di investimento per permettere agli aderenti, in relazione alla propria propensione al rischio, di scegliere la soluzione più adatta rispetto alle proprie esigenze.
I fondi vengono gestiti da soggetti esterni, specializzati in tali attività, che tuttavia devono attenersi alle linee guida previste negli stessi accordi.

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Versamento del TFR?
Per quanto riguarda l’aspetto volontario dell’adesione ai fondi chiusi, una novità è stata introdotta, a partire dal 2007, con l’obbligo di destinazione, per i lavoratori dipendenti presso aziende con più di 50 dipendenti, del Tfr (in tutto o in parte a seconda della data di assunzione, ma solo per il Tfr maturando dopo tale data), secondo il principio del silenzio assenso, in fondi aperti, chiusi o fondi pensione privati: in caso di esistenza di fondi chiusi, a meno di dichiarazione contraria del lavoratore, la quota di Tfr vi viene destinata automaticamente.

 

Aspetti Fiscali
Dal punto di vista fiscale, i contributi versati volontariamente nei fondi chiusi, godono del regime agevolato, con la possibilità di deduzione dall’imponibile lordo, con una percentuale massima del 12% ma che comunque non può superare i 5164,57 euro.
Rispetto alle polizze vita che godevano della detrazione con aliquota fissa al 19% (e fino ad un massimo di 5 milioni di lire), il vantaggio economico è considerevole, perché gli importi ‘scontano’ la stessa aliquota applicata al proprio imponibile.
Anche il regime di tassazione sui rendimenti è agevolato, con l’applicazione di un’aliquota pari all’11% anziché l’applicazione del criterio dell’aliquota media determinata sulla base delle ultime cinque retribuzioni.

 

Nel confronto tra fondi aperti, piani pensione individuali e fondi chiusi, questi ultimi hanno costi di gestione più bassi, ed anche dove previste, le spese di sottoscrizione sono molto contenute, a beneficio dei rendimenti.

 

Prima di decidere tuttavia se iscriversi, o se integrare la quota di Tfr destinata ai fondi chiusi con versamenti volontari, bisogna informarsi con attenzione.
A tale scopo si può richiedere la scheda informativa che riporta le principali caratteristiche del fondo, l’esistenza di sotto-comparti, ecc…
Queste informazioni andrebbero integrate anche con i relativi rendimenti ottenuti dai diversi comparti, che sono reperibili sui siti dei fondi stessi, al fine di poter effettuare una scelta più consapevole


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