Le ragioni per cui un correntista può decidere di ritirare i soldi in banca per portarli in altro Istituto o impiegarli in investimento sono diversi: crisi economica, problemi con la Banca o problemi della Banca. Vediamo cosa bisogna fare.
Tutto, in Breve!
La legge è dalla parte dei clienti di Banca, quindi sia ben chiaro che è assolutamente possibile ritirare i soldi in banca e portali via. Tecnicamente si tratterà di chiudere il conto corrente personale per spostare i risparmi altrove, magari in un conto di deposito o in qualche fondo di investimenti, anche detenuti in altre Banche.
A questo punto devi sapere che:
per chiudere il conto, lo stesso non deve essere “ in rosso”. Dovrai prima ripianare il debito.
Dovrai chiudere anche l’eventuale deposito titoli
dovrai restituire tutte le carte di pagamento
Se il conto corrente è cointestato, è necessario che la richiesta di chiusura sia presentata da entrambi gli intestatari.
Una Lettera per Chiudere il Conto
Ma per chiudere il proprio conto corrente e ritirare i soldi in banca bisogna necessariamente inoltrare alla direzione dell’Istituto una lettera Raccomandata. Sul contenuto esatto di questa lettera abbiamo redatto una guida specifica che ti consigliamo di seguire: vi trovi precisamente tutti campi e le “voci” da prevedere per eseguire una richiesta di chiusura conto e ritiro dei soldi efficaci e senza intoppi.
Naturalmente la scelta della forma “lettera raccomandata” è strettamente correlata al valore legale che questa missiva può avere in caso di problemi: il correntista avrebbe a disposizione una prova inconfutabile dell’avvenuta richiesta.
Problema Contanti
Un unico aspetto negativo che vogliamo sottolineare riguarda l’eventuale intenzione del correntista a ritirare i soldi in banca totalmente in contanti.
A riguardo, infatti, bisogna sapere che gli Istituti possono consegnare “in contanti” l’equivalente del 2% della somma presente sul conto corrente. È la cosiddetta riserva Frazionaria oltre la quale gli Istituti hanno difficoltà ed esaudire un prelievo in contanti. La ragione che vi è dietro coincide con le innumerevoli attività di investimento che le Banche compiono e che impegnano la maggior parte del credito in esse detenute da tutti i loro correntisti.
