Vediamo insieme cosa sono i Buoni postali Dematerializzati e quali sono le differenze rispetto ai buoni fruttiferi normali. Inoltre, cerchiamo di capire si vi sono differenze anche in riferimento alle possibilità di investimenti personali.
Perché si chiamano Dematerializzati
I buoni postali Dematerializzati sono così definiti perché rispetto ai classici buoni postali, quelli sottoscrivibili presso un qualsiasi sportello postale che assegnano al cliente una cedola cartacea, non prevedono alcuna “ricevuta”. Sono buoni Dematerializzati perché possono essere sottoscritti anche online e non prevedono, sostanzialmente, che il cliente non abbia una vera e propria cedola con se.
Come richiedere i buoni postali dematerializzati
Poste Italiane specificano che i Buoni Dematerializzati possono essere acquistati solo dai clienti che sono in possesso di un profilo per accedere e usufruire dei servizi online. Requisito fondamentale, quindi, è che il cliente sia già un correntista di Poste Italiane che addebiteranno il costo dell’operazione direttamente dai risparmi.
Le tipologie di buoni fruttiferi dematerializzati
Esistono due differenti tipologie di buoni postali Dematerializzati.
Iniziano con il segnalarvi i Buoni Ordinari, acquistabili in tagli da 50 euro e multipli, e aggiungiamo i Buoni Diciotto Mesi che prevedono una spesa maggiore con tagli minimi da 250 euro e multipli.
Esistono sono in forma dematerializzata, invece, i Buoni indicizzati all’inflazione, che permettono un adeguamento all’innalzamento dei prezzi dei beni di consumo, mentre non sono presenti in forma dematerializzata i buoni dedicati ai Minori.
Non vanno in prescrizione
E’ molto importante sapere che, rispetto ai normali Buoni Postali, questi Dematerializzati non rischiano di scadere mettendo a rischio i risparmi del correntista. Se, infatti, questo dovesse accadere, così come una cancellazione da Parte di Poste italiane della tipologia di Buono, il credito ad essi collegato verrebbe accreditato di nuovo sul conto corrente del cliente stesso.

