testamento olografo

Testamento Olografo: come scrivere un testamento valido e non impugnabile

Quando si parla di testamento è facile accostare questa particolare figura dispositiva ai tanti film o romanzi gialli che vedevano questo atto come assoluto protagonista di intrighi, aspettative, colpi di scena, diseredati disperati e omicidi a sorpresa. È indispensabile sgombrare il campo da fantasiose supposizioni sul testamento olografo e riportarlo nel giusto alveo di una previdente scelta di disposizione patrimoniale. Giova innanzitutto precisare che ai fini di una corretta devoluzione del proprio patrimonio, il testamento non è un atto necessario in quanto, in sua assenza, gli eredi sono individuati direttamente dalla legge.

In pratica il Codice Civile indica una serie di soggetti definiti eredi legittimi che subentreranno nel patrimonio del defunto, individuandoli nel coniuge e nei parenti di grado più stretto fino ad arrivare a quelli di sesto grado. Chiaramente chi, invece, vuole regolare la successione patrimoniale in base alle sue volontà, può farlo redigendo un testamento che è un atto con il quale un soggetto, capace di intendere e di volere, destina tutta o anche una sola parte di eredità per il tempo in cui sarà deceduto.

Testamento e patrimonio disponibile

E’ bene subito chiarire che, in presenza di particolari condizioni, con il testamento non si può disporre della successione di tutto il proprio patrimonio. In pratica noi potremmo stabilire più eredi pro-quota per uno stesso bene (per es. destino il mio unico immobile per 1/3 a Caio, per 1/3 a Tizio e per 1/3 a Sempronio) oppure più eredi diversi per ogni singolo bene (la casa familiare a Caio, la villa al mare a Tizio e il conto corrente a Sempronio), ma nell’ambito di tale devoluzione dobbiamo tener presente sempre la quota di legittima.
Vengono, infatti, definiti eredi legittimi (legittimari) i parenti in linea retta, cioè i figli (in caso di loro premorienza, i figli dei figli), i genitori in caso di assenza dei figli ed il coniuge, ed essi hanno sempre diritto ad una quota di eredità che, per l’appunto, viene definita quota di legittima. In pratica tramite testamento olografo si può disporre della quota di patrimonio al di fuori della “legittima”, ma nel caso in cui non esistessero legittimari allora saremmo liberi di disporre la successione dell’intero patrimonio di nostra proprietà.

Tipi di testamento

Il nostro ordinamento giuridico agli articoli 601 e seguenti del codice civile, disciplina due forme ordinarie di testamento:

  • il testamento olografo;
  • il testamento pubblico redatto per atto notarile.

E’ chiaro che per questo secondo tipo di testamento non è necessario approfondire ulteriormente la casistica in quanto, essendo un vero e proprio atto pubblico redatto con l’intervento di un notaio che verrà depositato nel repertorio degli atti di ultima volontà de lmedesimo pubblico ufficiale, sarà lo stesso professionista a fornire, a chi fosse interessato a tale forma di testamento, tutte le informazioni di cui necessita.

Il testamento olografo: i requisiti che deve avere

Il termine stesso “olografo“, dal greco holos (tutto) e graphos (grafo), indica chiaramente le caratteristiche di tale particolare testamento che per la sua validità deve essere scritto espressamente a mano dal disponente. Il legislatore prevedendo in maniera assolutamente rigida l’esclusione di ogni altra forma di scrittura (ad esempio tramite computer o macchina da scrivere) se non la grafia del disponente, ha inteso così tutelare l’autenticità delle disposizioni testamentarie che sarebbero senz’altro alterabili se redatti con mezzi meccanici.
Il testatore, oltre a dover scrivere di proprio pugno le volontà testamentarie, dovrà anche aver cura di firmare e datare tale testamento con giorno mese e anno di redazione pena la nullità dello stesso.

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Una volta così redatto il testamento olografo andrà accuratamente conservato o consegnando un ulteriore copia originale (avente sempre le caratteristiche sopra specificate) ad una persona di fiducia o a uno dei beneficiari, oppure consegnando lo stesso direttamente ad un notaio che lo conserverà a proprie cure. E’ anche il caso di chiarire che è sempre possibile modificare le proprie volontà: con le medesime forme previste per la sua stesura il testamento olografo (come anche il testamento redatto tramite notaio), possono essere modificati sia integralmente, con la revoca delle precedenti disposizioni testamentarie, sia parzialmente o ad integrazione di quelle precedenti.

In ogni caso, alla scomparsa del testatore, il testamento olografo andrà consegnato ad un notaio che provvederà alla sua pubblicazione. Lo stesso pubblico ufficiale, infatti, avrà cura di redigere un verbale di pubblicazione del testamento alla presenza di due testimoni e annoterà il testamento nel Registro Generale dei Testamenti, avendo – inoltre – cura di avvertire tutti i beneficiari delle disposizioni in esso contenute.

Testamento olografo: l’invalidità

Le invalidità del testamento olografo discendono da un vizio riscontrato nel medesimo atto che rende il testamento nullo o annullabile. È il caso di precisare che la nullità nell’ordinamento italiano opera retroattivamente (ex tunc) cancellando l’atto nullo e ogni suo effetto e può anche essere parziale ovvero che opera in relazione a delle singole clausole o ad una parte delle disposizioni testamentarie, non importando la nullità dell’intero testamento.
L’annullabilità, invece, si verifica allorquando l’atto è viziato da un anomalia che il legislatore considera di gravità inferiore rispetto a quella della nullità e in virtù della quale il negozio testamentario produce ugualmente i suoi effetti fino a quando non interviene la sentenza costitutiva di annullamento che, in questo caso, non opera retroattivamente, facendo salvi gli effetti già verificatesi. L’azione di annullamento si prescrive nel termine perentorio di 5 anni.

Le cause tipiche di azione di nullità del testamento olografo, li troviamo disciplinate negli art. 602 e 606 del codice civile e riguardano e formalità sostanziali e formali già citate in merito alle caratteristiche proprie di tale tipo di testamento ovvero atto privo di data e/o di firma oppure atto non scritto integralmente a mano dal testatore. Come già specificato in questi casi il testamento è nullo e tale nullità opera in maniera retroattiva coinvolgendo anche le disposizioni che nel frattempo sono state già eseguite. Nel caso di vizi di forma il testamento può essere impugnato da uno degli eredi legittimi.

Quanto, invece, ai casi di annullabilità del testamento olografo, essi ricomprendono i vizi propri della generalità dei testamenti ovvero:
– l’incapacità testamentaria, prevista dall’art. 591 del c.c., che si verifica allorquando il testatore era minore di età o era interdetto per infermità di mente o anche incapace di intendere e di volere al momento in cui fece testamento.
Vizi della volontà, previsti dall’art. 624 del codice civile, ovvero vizio, errore o dolo al quale si aggiunge la particolare figura della captazione ovvero il dolo specifico testamentario che si realizza creando nel testatore la convinzione di determinare spontaneamente le sue disposizioni testamentarie, quando invece viene captato da un terzo che lo “spinge” a fare quelle determinate scelte.
Vizi formali di minore gravità come l’incompletezza della data nel testamento olografo, oppure nei testamenti pubblici quando la dichiarazione testamentaria viene resa senza la mancanza di testimoni, quando manca la data, l’ora od il luogo nel quale il testamento è ricevuto, o anche la mancata sottoscrizione di tutti i partecipanti al testamento, l’omessa lettura dello stesso alla presenza dei testi.

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